Saluto del Gran Maestro



La nostra Obbedienza, prossima a celebrare nel 2018 il 67° anniversario della sua costituzione, è uno dei tanti rivoli di Piazza del Gesù, e lo diciamo con grande orgoglio, ma anche con po’ di tristezza, perché questa tradizione ha provocato divisioni e liti tra coloro che si arrogano il diritto unico di far uso della medesima tradizione.
Noi, sempre nel solco della più pura tradizione scozzese, costituiti regolarmente e ritualmente secondo i Sacri Principi Internazionali, pur legittimati a fregiarsi di tale discendenza, desideriamo indicare quale tradizione e storia vogliamo percorrere per riaffermare quei Principi e Valori, che l’originaria Piazza del Gesù dell’anteguerra perseguiva con fermezza e passione.
Appartenere alla Tradizione di Piazza del Gesù è un onore ed un onere. L’Universalità della Libera Massoneria indica che l’armonia tra i Popoli è il presupposto fondamentale ed unico, affinché l’Uomo sia veramente libero. Libero di sognare e di perseguire i suoi ideali. Libero di incamminarsi sul sentiero della Conoscenza. Libero di sorridere alla Natura, all’Uomo all’Altissimo: quindi, sorridere a sé stesso! L’Istituzione massonica in Italia ha subito una involuzione negli ultimi decenni con il frazionamento ed il moltiplicarsi delle realtà massoniche: ormai è sufficiente possedere una bolla per sentirsi legittimati a fondare una obbedienza, tanto si trova sempre qualcuno pronto a “riconoscerti”. La corsa affannosa ai riconoscimenti ed il conseguente isolamento delle realtà, hanno creato isole che difficilmente si parlano.
La nostra Obbedienza, la Serenissima Gran Loggia d’Italia, della quale abbiamo assunto l’onere e l’onore di guidarla nell’anno 2003, ha indirizzato la sua azione ad un dialogo costruttivo e fraterno, volto ad una auspicata riunione di tutte le Obbedienza regolari presenti sul territorio italiano, a disposizione delle realtà massoniche che ambiscono rendere regolare il loro percorso, ma allontanando quelle che mantengono l’alterigia dell’ignoranza. La regolarità massonica è uno status oggettivo, che è evidente e palese quando si rispettano i Sacri Principi Internazionali e che non necessità di alcun ente certificatore, mentre il riconoscimento è un atto formale tra Obbedienze, inter pares.
Noi siamo certi che il G.A.D.U. saprà infondere saggezza in noi tutti, affinché si depongano i maglietti sull’altare dell’amore fraterno e si riprenda quel dialogo che ha reso civili i popoli e gli uomini. Siamo e ci sentiamo universali. Noi siamo al terzo mandato di Gran Maestro, al servizio di questa meravigliosa Obbedienza, che ha il titolo distintivo di Serenissima Gran Loggia d’Italia. Il nostro desiderio, il nostro sogno è di aver contribuito e di contribuire, anche come piccolo granello di sabbia, a rendere nuovamente universale l’Amore Fraterno. Le nostre azioni sono state sempre guidate dal perseguimento del Bene Superiore.
A giugno, la Serenissima Gran Loggia d’Italia ha partecipato allo Zenit di Parigi a vari eventi, tra i quali l’Assemblea annuale della Confederazione Internazionale delle Grandi Logge Unite, unitamente a tantissime obbedienza provenienti anche da altri continenti. È stato un momento di grande unione sincera: una gioia che dovremo, che vorremmo condividere con altre obbedienze regolari italiane al fine di gettare quel seme che, morendo e marcendo, farà forse rinascere la coesione tra i Massoni italiani. È un auspicio, ma anche un impegno. Abbiamo assistito alla costituzione della Confederazione Africana, che si aggiunge a quella Europea, Americana ed Asiatica per completare l’azione di presenza universale nei quattro continenti. Abbiamo avuto l’onore di essere stati eletti all’unanimità per la quarta volta alla dignità di Vice Presidente internazionale con delega per l’Europa. Abbiamo sempre concepito l’appartenenza all’Istituzione come un servizio onorato ed onorevole: un contributo a comporre quel meraviglioso mosaico che è l’Umanità e dove ogni tessera è importante al di là della sua collocazione fisica.
A coloro che ci leggono, siano essi iniziati o semplici cittadini, una preghiera: osservate il cammino di un massone come un degno e profondo segno lasciato su dura roccia, che chiunque potrà usare per orientare sé stesso verso i confini dell’Universo e dell’Amore.  

Massimo Criscuoli Tortora G.M.